Scrivi alla Sezione del Pdci di Arce

 

Si è sollevata, come prevedibile, un sacco di cagnara sul previsto confronto televisivo fra il padrone della Caserma delle Libertà e il segretario dei Comunisti Italiani. Perfino una strana i ibrida formazione, peraltro giustamente residuale come la cosiddetta Rosa nel Pugno (che mai significherà al di fuori dell'accademia botanica, è cosa assolutamente oscura), il cui simpaticissimo rappresentante Enrico Boselli ha più volte presidiato i bastioni del centro-sinistra contro gli assalti di condottieri valenti e autorevoli della compagnia di ventura al soldo del barbaro venuto dal nord, perfino questa strana famiglia di fatto da poco scopertasi laica e addirittura anticlericale in virtù di connubi che fanno impallidire Zapatero e le sue idee in materia di unioni, esprime preoccupazione per il paventato rendez-vous. E non possiamo dire che tale preoccupazione non sia legittima, viste le condizioni di estrema confusione mentale di questi signori, che, per esempio in politica estera esercitano (è il termine esatto) un certo pacifismo originale in divisa da ustascia, o su questioni più casarecce lottano strenuamente per i diritti tentando di imporre l'abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e privatizzando la sanità. Legittimo è e resta quindi il loro timore; tuttavia ci scappa da ridere.

E che dire del favoloso Mastella (favoloso nel senso che è talmente perfetto che pare inventato, finto, innaturale) che sostiene che Diliberto avrebbe il potere di orientare verso destra i voti dei moderati. Paura che gli rubi il mestiere? Debolezza psicologica verso uno che fa politica e quindi troppo diverso da lui? Senso di emarginazione di fronte al fatto che non lo fila nessuno, addirittura meno che il segretario di un partito come il PdCI che tutti, ma proprio tutti, vorrebbero cancellare? Non lo sappiamo, né siamo in grado di comprendere misteri così profondi, e tuttavia il rovello ci rimane e la notte ci svegliamo spesso di soprassalto, come se udissimo dei rumorini nell'altra stanza. Accendiamo l'abat-jour, e ci tranquillizziamo, perché come ogni fantasma che si rispetti, anche Mastella svanisce con la luce e con mezzo bicchiere d'acqua.

Più dura, invece, farsi una ragione delle psicosi degli alleati più seri, più responsabili. Passi per quel pazzerellone un po' discolo di Rutelli, che come sappiamo è follemente innamorato di tutto quello che ci allontana dalla storia italiana e si abbevera con avida passione al verbo d'oltre oceano e d'oltre Tevere per poi erudire il popolo rozzo sulle sue grandiose conquiste ideologiche sulla fecondazione, sui matrimoni, sui rapporti con i poteri forti e sulla guerra pacifica (pacifista è un termine troppo di sinistra, e fa bene ad aborrirlo). Passi per D'Alema, che dopo tutti i sacrifici che ha fatto per farsi accreditare come pentito del socialismo reale, fino ad accettare (di mala voglia, lo sappiamo, e ci uniamo al suo dolore) di mimetizzarsi fra i simboli del capitalismo, dedicandosi a faticose e moralmente strazianti regate oceaniche, frequentando vip di tutti i tipi e facendo le vacanze su spiagge ed isole piene di ricconi, dotandosi per soprammisura di natante adeguato; dopo tutte queste rinunce fatte in nome dell'emancipazione dei lavoratori (classe operaia permettendo) possa essere infastidito da noiosi rigurgiti di comunismo ormai démodé. Ma Fassino no. Come può, il torinese sentire la notizia di Diliberto che discute con Berlusconi come una minaccia? Lui così solerte verso i diritti dei meno fortunati, lui che lotta a tutte le ore per trasformare la precarietà in flessibilità buona, come può praticare la rigidità assoluta e lavorare per trasformare la flessibilità dei Comunisti Italiani in precarietà politica e soprattutto parlamentare? Perché vuole a tutti i costi negare che esiste e opera in Italia un partito che si ispira a principi che pure hanno una storia nobile? Non saranno dei bravi investitori (ma nemmeno Consorte lo è stato, almeno a lungo termine) però è gente tenace, che non abbandona il campo quando piove come fanno altri.

Rifondazione, invece, è coerente, lo ammettiamo. Poiché pensa e scrive (probabilmente al prossimo congresso lo inseriranno nello statuto) che l'unico depositario della scienza della lotta di classe è il loro prestigioso leader, è evidente che a nessun altro è consentito arrogarsi il diritto di esternare in pubblico qualsivoglia tesi sullo stesso argomento. E Diliberto si macchia in questo caso del reato di lesa maestà. Ma cosa crede, che essere intellettuale e sardo lo autorizzi a parlare? Va a finire che se Giordano si stufa, dopo aver denunciato il PdCI per l'uso della falce e del martello, denuncia anche Diliberto per ostentazione di origini (sarde e comuniste) o per attentato al culto della personalità. Ogni tanto, una concessione al Novecento si è costretti a farla, non è mica uno scandalo!

Bene, allora non si fa più il dibattito? No, invece si deve fare, perché se non va Diliberto a dire con un po' di chiarezza (senza toni truculenti, per carità) che questo è un governo che ha affamato milioni di italiani, che ha ridotto l'Italia a scendiletto dell'imperialismo americano, che ha distrutto l'idea di popolo, di diritto, di società, che ha traslocato il paese dai trattati di diritto internazionale e costituzionale alle vignette sprezzanti dei giornali di tutto il mondo, che ha attentato alla vita democratica tentando perfino di schedare gli iscritti al sindacato, che ha le mani lorde non solo del sangue delle vittime della guerra pacifica e buonista, ma anche di quello dei lavoratori di Melfi sgombrati a manganellate o di Carlo Giuliani lasciato in una piazza di civiltà superiore, chi mai gliele dirà?

Non ne possiamo più di trasmissioni finto intelligenti dove Cicchitto fa la lezione di morale a chi ha combattuto Craxi e la sua cricca di malfattori. Per una volta che una voce "stonata", fuori dal misero coro del perbenismo e dello speculare ribellismo sterile che brucia le bandiere forse riesce a dire qualcosa di non usuale direttamente al responsabile principale del malessere della gente davvero perbene, fate pure le vostre dichiarazioni, prendete le distanze perché questo vuole la politica mediatica, ma evitate truculente espressioni di condanna  e soprattutto false accuse di massimalismo e altre scemenze simili. Oppure spiegate perché Diliberto, che non è mai stato condannato né processato né accusato di alcunché, e meno che mai di attentati contro il nostro paese e la sua Costituzione (a differenza di certi inquilini di altri condomini) non avrebbe le carte in regola per fare il suo mestiere di capo di una forza organizzata del centro-sinistra. Quale classifica si deve consultare per sapere fin dove si può osare?

Fraterni saluti.


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Giovanni Morsillo
Partito dei Comunisti Italiani
Sezione "T. Filancia" - Roccasecca
www.rossorosso.it
 

 

L'ormai generalmente accettata declassificazione della giornata della donna a più frivola e compatibile festa della donna non ci impedisce di riflettere sulla situazione reale. Non ci attarderemo in analisi sul livello di emancipazione raggiunto, sulle forme attuali del conflitto di genere eccetera, cose che ci aspettiamo facciano molto meglio le donne. Solo segnaliamo, come contributo alla giornata di tutte le donne del mondo, qualche dato su cui ciascuno può farsi un'idea di quanto sia "femminile" oggi il potere.

Di seguito alcuni dati della presenza femminile nelle istituzioni e nei gruppi dirigenti di organizzazioni diverse.

·        Donne in Parlamento: nel mondo sono il 20%, in 20 Stati sono il 30% o più

·        Capi di Stato o di Governo donne: 11

·        Su 138 Stati al primo posto la Svezia con il 40,4%, al settimo Cuba con il 36% (219 seggi su 609), al settantesimo l'Italia (8,1 al Senato e 11,5 alla Camera)

·        Partiti italiani: PdCI e Verdi oltre il 45%; Ds 33%; PRC 31%; Margherita 15%; Forza Italia 8%; AN 7%; UdC 6%

·        Sindacati italiani: CGIL 38,8%; CISL 13,3%; UIL 15,9%

·        Associazioni imprenditoriali: 3,2%

Ci pare che le cifre parlino da sole. Comunque, a tutte l'augurio della Sezione Filancia del PdCI, con la speranza che LOTTO MARZO si ricominci a scrivere senza apostrofo.

Fraterni saluti.


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Giovanni Morsillo
Partito dei Comunisti Italiani
Sezione "T. Filancia" - Roccasecca
www.rossorosso.it
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Un bacio a Peppino

Ulula il vento
Nella notte fredda,
Bagliori di un fuoco lontano
Accendono la speranza.
Contro la mafia
Il sorriso di Felicia
Oscura il malaffare.
Alzati uomo di Sicilia,
Prendi coraggio
Ed esci allo scoperto,
Peppino è vivo!
Più forte che mai
Illumina il cammino
Nostra guida
Ora e sempre!


Terio

 
 

Da "gregoriom."
Si prega darne divulgazione in tutte le scuole della provincia di Frosinone
"giovanni i. gregorio m."  regolamento2005.doc

 

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